Polpettone al forno — piatto finito
Polpettone al forno — Wikimedia Commons — immagine scaricata da Wikimedia Commons, ripulita (metadata rimossi).

Il polpettone a casa mia nasceva sempre dagli avanzi: un po' di pane secco, la carne macinata comprata al lunedì quando costava meno, e le uova sode che mia nonna metteva dentro non per bellezza, ma perché così il piatto bastava per tutti, anche se la carne era poca. Però negli anni è diventato un piatto di festa: quando lo tagli a fette e si vede la fila gialla delle uova sode nel mezzo, in tavola fanno sempre un "ohh" di meraviglia, anche se lo preparo da sessant'anni. È un piatto che si fa con le mani, bisogna sentire l'impasto, non pesarlo al grammo come fanno adesso con la bilancia digitale.

Ingredienti (per 6 persone)

  • 800 g di carne macinata mista (manzo e maiale, metà e metà)
  • 100 g di pane raffermo, ammollato nel latte e strizzato
  • 100 ml di latte
  • 2 uova intere
  • 4 uova sode, sgusciate
  • 80 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 spicchio d'aglio tritato finemente
  • 1 ciuffo di prezzemolo tritato
  • 100 g di prosciutto cotto o mortadella, tagliato a dadini (facoltativo, ma a casa mia ci sta sempre)
  • 50 g di pangrattato (se l'impasto risulta troppo morbido)
  • Sale e pepe nero, quanto basta
  • Noce moscata, una grattugiata
  • 4-5 fette di pancetta, per avvolgere il polpettone (facoltativo)
  • Olio extravergine d'oliva, 3 cucchiai
  • 300 ml di passata di pomodoro o brodo di carne, per la cottura
  • 1 cipolla piccola, mezzo bicchiere di vino bianco (per il fondo)

Procedimento

  1. In una ciotola grande mettete la carne macinata, il pane strizzato, le uova intere, il parmigiano, l'aglio, il prezzemolo, il prosciutto a dadini, sale, pepe e noce moscata. Impastate con le mani, con calma, finché tutto è ben amalgamato e l'impasto si stacca dalle dita senza attaccarsi troppo. Se risulta molto morbido, aggiungete un poco di pangrattato.
  2. Stendete l'impasto su un foglio di carta forno bagnata, formando un rettangolo spesso circa 2 cm.
  3. Disponete le uova sode intere in fila al centro del rettangolo, una vicina all'altra, lungo tutta la lunghezza.
  4. Usando la carta forno come guida, chiudete l'impasto sopra le uova, arrotolandolo su se stesso e sigillando bene i bordi e le estremità, in modo che le uova restino nascoste al centro e formando un salsicciotto compatto. Date la forma con le mani, lisciando bene la superficie.
  5. Se usate la pancetta, avvolgete il polpettone con le fette, sovrapponendole leggermente.
  6. Scaldate il forno a 180 gradi, statico.
  7. In una teglia da forno con un filo d'olio, adagiate il polpettone, cospargetelo con un filo d'olio e infornate per 50-55 minuti, bagnandolo ogni 15 minuti con il fondo di cottura o con un poco di passata di pomodoro allungata con brodo, in modo che resti morbido e non si secchi.
  8. Negli ultimi 10 minuti, se volete la superficie più dorata, alzate la temperatura a 200 gradi.
  9. Sfornate e lasciate riposare il polpettone almeno 10 minuti prima di tagliarlo a fette, altrimenti si sfalda e le uova sode escono dal posto.

Consiglio di Nonno Marco: il polpettone è cotto quando, infilando uno stecchino al centro, esce un liquido chiaro e non rosato: se esce ancora rosa, altri 10 minuti di forno. Qualcuno in Emilia lo fa con la mortadella intera avvolta all'interno invece che a dadini, e viene una meraviglia lo stesso: provate anche così, se vi va. Io la pancetta la metto sempre, perché mentre cuoce si sciogle un poco e insaporisce tutto l'impasto da fuori.

Lo servo tagliato a fette non troppo sottili, con il suo fondo di cottura versato sopra, accompagnato da un purè di patate cremoso o da verdure al forno. È un piatto che piace ai bambini quanto ai nonni, e questo, alla fine, è il vero segreto di una buona cucina di famiglia.

Nonno Marco
Editor

Marco, 72 anni, cresciuto tra le cucine di famiglia dell'Emilia-Romagna e della Campania. Cucina da quando aveva otto anni, al fianco di sua madre e di sua nonna, e per quasi mezzo secolo ha preparato il pranzo della domenica per tre generazioni. Oggi condivide le ricette vere della tradizione italiana — quelle di casa, tramandate a voce, non quelle da rivista.