Parmigiana di melanzane — piatto finito
Parmigiana di melanzane — Wikimedia Commons — immagine scaricata da Wikimedia Commons, ripulita (metadata rimossi).

Quando ero piccolo, la parmigiana si faceva solo in due occasioni: a Ferragosto, quando le melanzane nell'orto di mio nonno erano al punto giusto, grosse e lucide come lanterne viola, e per il pranzo della domenica quando arrivava tutta la famiglia. Mia madre cominciava il sabato pomeriggio, perché le melanzane vanno fatte sudare, poi fritte con calma, e il sugo deve riposare una notte. Non è un piatto che si improvvisa, la parmigiana. Ci vuole tempo, ci vogliono le mani, e ci vuole pazienza per fare gli strati belli dritti. Ma quando la tagli e vedi che si regge in piedi, che non è una poltiglia, allora hai fatto le cose come si deve.

Ingredienti (per 6 persone)

  • 1,5 kg di melanzane lunghe (tipo violetta)
  • Sale grosso, quanto basta per far sudare le melanzane
  • Farina 00, per infarinare (facoltativa, io la uso)
  • Olio di semi di arachide, abbondante, per friggere
  • 1 kg di polpa di pomodoro (o pomodori pelati schiacciati a mano)
  • 2 spicchi d'aglio
  • 1 cipolla piccola
  • Olio extravergine d'oliva, 4 cucchiai
  • Un ciuffo di basilico fresco, abbondante
  • 500 g di fior di latte o mozzarella, tagliata a fette e scolata bene
  • 200 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 100 g di provola o scamorza (facoltativa, per dare più filo)
  • Sale e pepe nero, quanto basta

Procedimento

  1. Lavate le melanzane e tagliatele a fette nel senso della lunghezza, spesse circa 1 cm. Disponetele a strati in un colapasta, salandole bene tra uno strato e l'altro, e lasciatele sudare per almeno un'ora, meglio due: devono perdere l'acqua amara.
  2. Nel frattempo preparate il sugo: in un tegame fate soffriggere la cipolla tritata fine con l'aglio nell'olio, aggiungete la polpa di pomodoro, salate e fate cuocere a fuoco basso per 30-35 minuti, finché non si restringe e si addensa. A fine cottura profumate con qualche foglia di basilico.
  3. Sciacquate le melanzane sotto l'acqua corrente per togliere il sale in eccesso e asciugatele bene, una per una, con un panno. Questo passaggio non si salta: melanzane umide vogliono dire olio che schizza e frittura che non viene croccante.
  4. Scaldate abbondante olio in una padella larga, fino a 170-175 gradi. Infarinate leggermente le fette (io lo faccio, mia nonna no, fate come preferite) e friggetele poche alla volta, finché sono dorate da entrambi i lati. Scolatele su carta assorbente, diversi strati, perché l'olio in eccesso deve andarsene.
  5. Accendete il forno a 190 gradi, statico.
  6. Prendete una pirofila e cominciate a fare gli strati: un velo di sugo sul fondo, poi le melanzane fritte una accanto all'altra, poi sugo, fette di mozzarella, una spolverata di parmigiano e qualche foglia di basilico spezzettata a mano. Ripetete per 3-4 strati, finendo sempre con sugo, mozzarella e una generosa coperta di parmigiano.
  7. Infornate per 35-40 minuti, finché la superficie è dorata e bollente ai bordi. Se vedete che scurisce troppo in fretta, coprite con un foglio di alluminio negli ultimi 10 minuti.
  8. Qui viene il passaggio che nessuno vuole sentire ma che è il più importante: lasciate riposare la parmigiana almeno 30 minuti, meglio un'ora, prima di tagliarla. Se la tagliate bollente si disfa e perdete tutto il lavoro fatto.

Consiglio di Nonno Marco: la parmigiana è pronta quando, infilando uno stecchino di legno al centro, non sentite resistenza e non esce acqua, solo un filo di sugo denso. E se volete fare come si fa a casa mia da generazioni: il giorno dopo è ancora più buona, perché i sapori si sono sposati bene durante la notte in frigorifero. Alcuni a Napoli ci metteno dentro anche le uova sode a fette tra gli strati: provate, è buona anche così, ma io resto fedele alla versione semplice di mia madre.

Io la servo tiepida, non calda, accompagnata solo da un'insalata verde fresca e un filo d'olio buono: la parmigiana da sola è già un pranzo completo, non le serve altro.

Nonno Marco
Editor

Marco, 72 anni, cresciuto tra le cucine di famiglia dell'Emilia-Romagna e della Campania. Cucina da quando aveva otto anni, al fianco di sua madre e di sua nonna, e per quasi mezzo secolo ha preparato il pranzo della domenica per tre generazioni. Oggi condivide le ricette vere della tradizione italiana — quelle di casa, tramandate a voce, non quelle da rivista.