Involtini di vitello — piatto finito
Involtini di vitello — Wikimedia Commons — immagine scaricata da Wikimedia Commons, ripulita (metadata rimossi).

Gli involtini li facevo preparare ai nipoti quando erano piccoli, perché è un lavoro che si fa con calma, seduti al tavolo della cucina: stendere la fettina, metterci il ripieno, arrotolare, legare con lo spago o fermare con lo stecchino. Ogni involtino diventa un piccolo fagottino, e a ognuno veniva la sua forma, un po' storta, un po' dritta, ma a cottura finita non si vedeva più la differenza. È un piatto che si fa per le occasioni, quando in tavola ci sono tanti commensali e ognuno vuole il suo involtino intero nel piatto, non diviso a fette come un arrosto.

Ingredienti (per 4-6 persone)

  • 12 fettine sottili di vitello (noce o fesa), circa 50-60 g l'una
  • 100 g di prosciutto crudo o cotto, a fette sottili
  • 100 g di provola dolce o caciocavallo, a listarelle
  • 60 g di pangrattato
  • 40 g di parmigiano grattugiato
  • 1 ciuffo di prezzemolo tritato
  • 1 spicchio d'aglio tritato finemente
  • Sale e pepe nero, quanto basta
  • Farina 00, per infarinare
  • Olio extravergine d'oliva, 4 cucchiai
  • 1 cipolla piccola, tritata fine
  • 150 ml di vino bianco secco
  • 400 g di pomodori pelati, schiacciati a mano
  • Stecchini di legno o spago da cucina

Procedimento

  1. Battete leggermente le fettine di vitello tra due foglie di carta forno, giusto per uniformarne lo spessore senza romperle.
  2. In una ciotola mescolate il pangrattato, il parmigiano, il prezzemolo tritato, l'aglio, sale e pepe: questo sarà il trito aromatico da spargere sulle fettine.
  3. Su ogni fettina adagiate una fetta di prosciutto, qualche listarella di provola, e una spolverata del trito di pangrattato aromatico preparato prima.
  4. Arrotolate ogni fettina su se stessa, partendo da un lato corto, stringendo bene per non far uscire il ripieno, e fermate l'involtino con uno stecchino di legno infilato trasversalmente, oppure legatelo con lo spago da cucina.
  5. Infarinate leggermente gli involtini da tutti i lati, scuotendo l'eccesso.
  6. In un tegame largo, scaldate l'olio a fuoco medio-alto e rosolate gli involtini su tutti i lati, girandoli con delicatezza con due cucchiai (non con la forchetta, per non bucarli e far uscire il ripieno), finché sono dorati, circa 6-8 minuti in totale. Toglieteli e metteteli da parte.
  7. Nello stesso tegame, fate appassire la cipolla tritata per 5-6 minuti a fuoco medio. Versate il vino bianco e lasciate evaporare la parte alcolica per 2-3 minuti.
  8. Aggiungete i pomodori pelati schiacciati, un pizzico di sale e pepe. Rimettete gli involtini nel tegame, immergendoli parzialmente nel sugo.
  9. Coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e lasciate cuocere a fuoco basso per 35-40 minuti, girando gli involtini a metà cottura con delicatezza, finché la carne è morbida e il sugo si è addensato.

Consiglio di Nonno Marco: gli involtini sono pronti quando, premendo leggermente con il dorso di un cucchiaio, sentite che la carne ha perso la resistenza iniziale ed è diventata morbida, ma il ripieno resta ancora compatto dentro, senza colare nel sugo. In Sicilia gli involtini si fanno spesso con pinoli e uvetta nel ripieno, per un sapore agrodolce: a casa mia, invece, teniamo la versione più semplice con prosciutto e formaggio, ma se volete provare quella siciliana, aggiungete un cucchiaio di uvetta ammollata e qualche pinolo al trito.

Prima di servire, togliete gli stecchini o lo spago con attenzione. Li porto in tavola con il loro sugo versato sopra, accompagnati da un purè morbido o da una polentina gialla che raccoglie ogni goccia di quel sugo prezioso.

Nonno Marco
Editor

Marco, 72 anni, cresciuto tra le cucine di famiglia dell'Emilia-Romagna e della Campania. Cucina da quando aveva otto anni, al fianco di sua madre e di sua nonna, e per quasi mezzo secolo ha preparato il pranzo della domenica per tre generazioni. Oggi condivide le ricette vere della tradizione italiana — quelle di casa, tramandate a voce, non quelle da rivista.