Tagliatelle al ragù della domenica — piatto finito
Tagliatelle al ragù della domenica — Wikimedia Commons — Ivan Vighetto, licenza CC BY-SA 3.0 — immagine scaricata da Wikimedia Commons, ripulita (metadata rimossi).

Da noi la domenica si riconosceva dall'odore, prima ancora di scendere in cucina. Mia madre metteva su il ragù alle nove del mattino, dopo la messa, e quella pentola borbottava piano fino a mezzogiorno e mezza, quasi tre ore buone. Non c'era televisione che reggesse il confronto con quel profumo che saliva su per le scale. Ancora oggi, quando faccio il ragù, aspetto la domenica apposta: certi piatti hanno bisogno di tempo, e il tempo della domenica è l'unico che ce l'ha davvero.

Vi dico subito una cosa, perché mi scalda il sangue sentirla dire male: il ragù alla bolognese non si mangia con gli spaghetti. Quello è un piatto inventato all'estero, non esiste a Bologna. Il ragù vero si abbraccia alle tagliatelle, perché la pasta all'uovo, larga e porosa, trattiene la salsa come deve essere. Gli spaghetti scivolano, le tagliatelle la prendono. Punto.

Ingredienti (per 4 persone)

Per il ragù:

  • 300 g di polpa di manzo macinata (o manzo e maiale, metà e metà)
  • 100 g di pancetta tesa, tritata fine
  • 1 carota piccola, tritata fine
  • 1 costa di sedano, tritata fine
  • 1 cipolla dorata piccola, tritata fine
  • 150 ml di vino rosso (o bianco, a piacere)
  • 300 g di passata di pomodoro (o pelati schiacciati)
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 200 ml di latte intero
  • 300 ml circa di brodo di carne (da aggiungere durante la cottura)
  • 3 cucchiai di olio d'oliva
  • sale e pepe nero macinato al momento
  • un pizzico di noce moscata (facoltativo, ma a casa mia c'era sempre)

Per la pasta:

  • 400 g di tagliatelle all'uovo (fresche, se potete farle in casa: 4 uova e 400 g di farina 00)
  • parmigiano reggiano grattugiato, abbondante

Procedimento

  1. Tritate finemente carota, sedano e cipolla: deve essere un trito minuto, quasi una crema, perché si deve sciogliere nel ragù e non sentirsi a pezzi sotto i denti.
  2. In una casseruola larga e pesante scaldate l'olio, aggiungete la pancetta e fatela rosolare a fuoco basso finché il grasso si sarà sciolto, circa 5 minuti.
  3. Aggiungete il trito di verdure (il soffritto) e fatelo appassire piano per 10 minuti, mescolando spesso, senza farlo bruciare.
  4. Alzate il fuoco, aggiungete la carne macinata e rosolatela bene, sgranandola con un cucchiaio di legno, finché non perde tutta l'acqua e comincia a rosolare davvero: ci vogliono almeno 15 minuti, non abbiate fretta qui.
  5. Versate il vino e lasciate evaporare completamente l'alcol, un paio di minuti a fuoco vivo.
  6. Aggiungete la passata e il concentrato, mescolate bene, salate leggermente e portate a leggero bollore.
  7. Abbassate il fuoco al minimo, coprite quasi del tutto e lasciate sobbollire per almeno 2 ore e mezza, massimo 3, aggiungendo poco brodo caldo ogni volta che il sugo si asciuga troppo. Deve muoversi appena, con qualche bolla pigra.
  8. A metà cottura aggiungete il latte: è un trucco antico delle case bolognesi, ammorbidisce l'acidità del pomodoro e rende la carne più delicata. Mescolate e lasciate che si assorba piano.
  9. Verso la fine aggiustate di sale, pepe e, se vi piace, la noce moscata. Il ragù è pronto quando l'olio si separa leggermente in superficie e il cucchiaio lascia una scia densa.
  10. Cuocete le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele bene al dente (se fresche, bastano 2-3 minuti) e saltatele direttamente nella casseruola del ragù con un mestolo di acqua di cottura, fuori dal fuoco, per farle insaporire.
  11. Servite subito con parmigiano abbondante a parte.

Consiglio di Nonno Marco

L'errore che vedo fare sempre è bruciare le tappe: buttare tutto insieme e far bollire forte per quaranta minuti pensando che sia pronto. No. Il ragù vuole il fuoco basso e il tempo lungo, altrimenti la carne rimane dura e il sugo sa solo di pomodoro acido. Se avete fretta, fatevi un altro piatto: il ragù si fa quando c'è tempo, non quando c'è voglia.

Un'altra cosa: non annegate le tagliatelle nel sugo come fosse una zuppa. Il ragù bolognese vero è denso, si mette con moderazione, e la pasta deve vedersi sotto, non sparire.

Da bere e da accompagnare

Un Sangiovese di Romagna o un Lambrusco secco ci stanno che è un piacere: vini del territorio, senza pretese, come questo piatto. Prima, se volete, un antipasto leggero di affettati; dopo, basta un po' di frutta. Il ragù della domenica si merita tutto lo spazio che ha.

Nonno Marco
Editor

Marco, 72 anni, cresciuto tra le cucine di famiglia dell'Emilia-Romagna e della Campania. Cucina da quando aveva otto anni, al fianco di sua madre e di sua nonna, e per quasi mezzo secolo ha preparato il pranzo della domenica per tre generazioni. Oggi condivide le ricette vere della tradizione italiana — quelle di casa, tramandate a voce, non quelle da rivista.