Risotto ai funghi porcini — piatto finito
Risotto ai funghi porcini — Wikimedia Commons — Number55, licenza CC BY-SA 3.0 — immagine scaricata da Wikimedia Commons, ripulita (metadata rimossi).

In autunno, quando mio zio tornava dal bosco con il cesto pieno di porcini, sapevamo già cosa si sarebbe mangiato la sera: risotto. Lui li puliva con un coltellino piccolo, togliendo la terra con delicatezza perché i porcini non si lavano sotto l'acqua come le altre verdure, altrimenti si inzuppano e perdono sapore. E io stavo vicino ai fornelli a imparare il gesto giusto del cucchiaio di legno, quel girare lento e costante che ancora oggi faccio quasi senza pensarci.

Il risotto non è difficile, ma è un piatto che non perdona la distrazione. Non potete mettere su il riso e andare a guardare la televisione: va accompagnato dal primo all'ultimo minuto. E vi dico una cosa che fa arrabbiare mezza Italia quando la sento contraddire: il riso non si lava mai prima di cuocerlo. Quell'amido che si vede sulla superficie dei chicchi è proprio quello che serve per fare la cremina, lavarlo via significa buttare via la parte più importante del piatto.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 320 g di riso carnaroli (o arborio, va bene lo stesso)
  • 300 g di funghi porcini freschi (oppure 40 g di porcini secchi, ammollati in acqua tiepida per 30 minuti)
  • 1,2 litri circa di brodo di carne o vegetale, caldo
  • 1 scalogno piccolo, tritato fine
  • 1 spicchio d'aglio
  • 100 ml di vino bianco secco
  • 80 g di burro, diviso
  • 60 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • prezzemolo fresco tritato
  • olio d'oliva, sale, pepe

Procedimento

  1. Pulite i funghi porcini freschi con un pennello o un panno umido, senza immergerli in acqua: tagliate via la parte terrosa del gambo e affettateli non troppo sottili. Se usate quelli secchi, scolateli dopo l'ammollo e conservate l'acqua, filtrata, da aggiungere al brodo.
  2. In una padella scaldate un filo d'olio con l'aglio intero schiacciato, aggiungete i funghi e saltateli a fuoco medio-alto per 5-6 minuti, salando leggermente verso fine cottura. Togliete l'aglio, spegnete e tenete da parte metà dei funghi, frullandone l'altra metà con un filo di brodo per ottenere una cremina di funghi che darà più profondità al risotto.
  3. Tenete il brodo caldo sul fuoco basso vicino alla pentola del risotto: va aggiunto sempre caldo, mai freddo, altrimenti interrompete la cottura del riso.
  4. In una casseruola larga e pesante, sciogliete metà del burro con un filo d'olio, aggiungete lo scalogno tritato e fatelo appassire piano, senza farlo colorire, per 3-4 minuti.
  5. Versate il riso a crudo e tostatelo per 2 minuti, mescolando sempre: deve diventare lucido e leggermente translucido ai bordi, ma non deve colorirsi.
  6. Alzate il fuoco, versate il vino e lasciate evaporare l'alcol, mescolando.
  7. Cominciate ad aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, mescolando spesso (non in continuazione, ma spesso) e aggiungendo altro brodo solo quando il precedente si è quasi del tutto assorbito. Continuate così per 16-18 minuti circa.
  8. A metà cottura unite la cremina di funghi frullata e i funghi saltati tenuti da parte, mescolando per distribuirli bene.
  9. Quando il riso è cotto ma ancora con un cuore leggermente al dente, spegnete il fuoco. È il momento della mantecatura: aggiungete il resto del burro freddo a pezzetti e il parmigiano, mescolando con energia, fuori dal fuoco, fino a creare l'onda — il risotto deve muoversi come una piccola onda quando inclinate la pentola, non stare fermo e compatto.
  10. Lasciate riposare un minuto, poi impiattate con una spolverata di prezzemolo fresco e, se volete, un'ultima macinata di pepe.

Consiglio di Nonno Marco

L'errore che rovina più risotti di tutti: aggiungere tutto il brodo in una volta, o peggio, far bollire il riso come fosse pasta. Il risotto si fa un mestolo alla volta, aspettando che il liquido si assorba quasi del tutto prima di aggiungerne altro: è questo movimento lento che tira fuori l'amido e fa la cremina naturale, senza bisogno di panna o formaggi fusi in quantità esagerata. E attenzione a non mantecare a fuoco acceso: il burro va aggiunto a fuoco spento, altrimenti si separa e il risotto diventa untuoso invece che cremoso.

Da bere e da accompagnare

Un bianco strutturato come un Gavi o uno Chardonnay del Trentino, che abbia corpo per stare al passo con il sapore terroso dei porcini; se preferite il rosso, un Pinot Nero leggero ci sta benissimo. Il risotto ai funghi è già un piatto completo: davanti, se volete, qualche crostino con i funghi; dopo, niente, perché sazia da solo.

Nonno Marco
Editor

Marco, 72 anni, cresciuto tra le cucine di famiglia dell'Emilia-Romagna e della Campania. Cucina da quando aveva otto anni, al fianco di sua madre e di sua nonna, e per quasi mezzo secolo ha preparato il pranzo della domenica per tre generazioni. Oggi condivide le ricette vere della tradizione italiana — quelle di casa, tramandate a voce, non quelle da rivista.