Pasta alla Norma — piatto finito
Pasta alla Norma — Wikimedia Commons — Paoletta S., licenza CC BY 2.0 — immagine scaricata da Wikimedia Commons, ripulita (metadata rimossi).

Mi raccontarono questa storia tanti anni fa, a Catania, mangiando proprio questo piatto in una trattoria vicino al mercato del pesce: dicono che il nome venga da un commediografo catanese, Nino Martoglio, che assaggiando questa pasta esclamò che era bella e perfetta come la "Norma" di Bellini, l'opera più famosa della città. Non so se sia tutta vera questa storia, ma mi piace crederci, perché è un piatto che in effetti ha qualcosa di teatrale: i colori, il profumo delle melanzane fritte che arriva da lontano, la ricotta salata che cade come neve bianca sul rosso del pomodoro.

La cosa su cui i siciliani non transigono è la melanzana fritta, non grigliata. Capisco la tentazione di grigliarla per fare più leggero, ma non è la Norma: le melanzane devono essere fritte in olio abbondante, fino a diventare dorate e morbidissime dentro, perché è quella consistenza che si sposa con la pasta. E la ricotta deve essere salata e stagionata, non quella fresca da spalmare: ha un sapore deciso, quasi simile a un formaggio da grattugia, completamente diverso.

Ingredienti (per 4 persone)

  • 350 g di pasta corta (tradizionalmente maccheroncini o rigatoni, ma anche gli spaghetti vanno bene)
  • 2 melanzane medie, tonde o lunghe
  • 600 g di pomodori pelati (o pomodori freschi maturi, se è stagione)
  • 2 spicchi d'aglio
  • basilico fresco, abbondante
  • olio d'oliva per il soffritto, più olio di semi o d'oliva abbondante per friggere le melanzane
  • 100 g di ricotta salata siciliana
  • sale, un pizzico di zucchero (per correggere l'acidità del pomodoro, facoltativo)

Procedimento

  1. Tagliate le melanzane a cubetti o a fette, secondo la vostra abitudine, e mettetele a scolare in un colapasta con un po' di sale per circa 30 minuti: questo passaggio tira fuori l'acqua amarognola e fa assorbire meno olio durante la frittura.
  2. Tamponate bene le melanzane con un panno per asciugarle prima di friggerle.
  3. In una padella preparate la base di pomodoro: scaldate un filo d'olio con l'aglio schiacciato, aggiungete i pomodori pelati spezzettati con le mani, salate e fate cuocere a fuoco medio per 20 minuti, finché il sugo si restringe. Aggiungete qualche foglia di basilico verso fine cottura.
  4. Mentre il sugo cuoce, scaldate abbondante olio in una padella profonda (deve arrivare a circa 170-180°C) e friggete le melanzane a piccole quantità, girandole finché diventano dorate su tutti i lati, circa 4-5 minuti a infornata.
  5. Scolate le melanzane fritte su carta assorbente abbondante, per togliere l'olio in eccesso.
  6. Cuocete la pasta in acqua bollente salata, scolandola al dente.
  7. Versate la pasta nella padella con il sugo di pomodoro, mescolate bene per farla insaporire, poi aggiungete la maggior parte delle melanzane fritte, mescolando con delicatezza per non romperle troppo.
  8. Impiattate, distribuendo le melanzane fritte rimaste sopra ogni porzione, grattugiate generosamente la ricotta salata e finite con foglie di basilico fresco.

Consiglio di Nonno Marco

L'errore che vedo fare spesso fuori dalla Sicilia: grigliare o cuocere al forno le melanzane per "alleggerire" il piatto, pensando che sia la stessa cosa. Non lo è: la melanzana fritta ha una consistenza cremosa dentro e una crosticina dorata fuori che non si ottiene in nessun altro modo, ed è proprio quel contrasto che fa funzionare la Norma. Se proprio volete alleggerire, va bene salare e scolare bene le melanzane prima di friggerle, come vi ho detto, e scolarle poi bene dall'olio: ma fritte devono essere, altrimenti fate un'altra pasta, buona pure quella, ma non è la Norma.

Da bere e da accompagnare

Un bianco siciliano come un Grillo o un Catarratto, fresco e sapido, pulisce bene il palato dalla ricchezza della melanzana fritta. Se preferite il rosso, un Nero d'Avola giovane e non troppo tannico. Come contorno non serve niente, è già un piatto ricco e completo: al massimo un'insalata verde semplice, prima o dopo.

Nonno Marco
Editor

Marco, 72 anni, cresciuto tra le cucine di famiglia dell'Emilia-Romagna e della Campania. Cucina da quando aveva otto anni, al fianco di sua madre e di sua nonna, e per quasi mezzo secolo ha preparato il pranzo della domenica per tre generazioni. Oggi condivide le ricette vere della tradizione italiana — quelle di casa, tramandate a voce, non quelle da rivista.