Crostata di marmellata — piatto finito
Crostata di marmellata — Wikimedia Commons — immagine scaricata da Wikimedia Commons, ripulita (metadata rimossi).

Non c'è dolce più semplice e più amato di questo nella storia della mia famiglia. La crostata di marmellata la facevamo con quello che c'era: la frolla si impasta in cinque minuti, e per il ripieno bastava scendere in cantina e prendere uno dei barattoli di marmellata fatta l'estate prima, albicocche o amarene, quella con i pezzi dentro, non quella troppo liquida da supermercato. Mia madre la preparava il sabato pomeriggio e la domenica mattina, appena svegli, c'era sempre una fetta pronta per la colazione, ancora con il profumo del forno della sera prima.

Ingredienti (per una tortiera da 24 cm)

  • 300 g di farina 00
  • 150 g di burro freddo a pezzetti
  • 120 g di zucchero semolato
  • 2 tuorli (teneteli da parte, l'albume non serve o potete usarlo per spennellare)
  • 1 uovo intero
  • La scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 pizzico di sale
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci (facoltativo)
  • 400-450 g di marmellata di albicocche (o amarene, o quella che preferite, purché sia densa)

Procedimento

  1. Su una spianatoia (o in una ciotola larga) versate la farina, lo zucchero, il sale, il lievito e la scorza di limone. Aggiungete il burro freddo a pezzetti e lavoratelo velocemente con le dita fino a ottenere un composto sbricioloso.

  2. Fate la fontana al centro e versate l'uovo intero e i due tuorli. Impastate con le mani, raccogliendo velocemente gli ingredienti, finché non si forma un panetto compatto e omogeneo. Non lavoratelo troppo: la frolla deve restare "corta", cioè friabile, non elastica come il pane.

  3. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per almeno 30-40 minuti (anche un'ora se avete tempo). Se fa molto caldo in cucina, anche un po' più a lungo.

  4. Accendete il forno a 180°C statico.

  5. Dividete la frolla: tenete da parte circa un terzo per le strisce decorative sopra, e stendete il resto con il mattarello su un foglio di carta forno, dello spessore di circa 4-5 mm.

  6. Foderate una tortiera imburrata e infarinata (o con il fondo rivestito di carta forno) con la frolla stesa, facendo aderire bene ai bordi e bucherellando il fondo con una forchetta.

  7. Mescolate la marmellata con un cucchiaio per ammorbidirla un poco, poi versatela sulla base di frolla e livellatela con il dorso di un cucchiaio, lasciando un bordo libero di circa 1 cm.

  8. Con la frolla rimasta formate delle striscioline (a mano o con la rotella dentata) e disponetele sopra la marmellata a formare un reticolo, oppure, se preferite la versione più rustica, sbriciolatela a pezzetti irregolari sopra la marmellata.

  9. Sigillate bene i bordi premendo con le dita o con i rebbi di una forchetta.

  10. Infornate per 30-35 minuti, finché la frolla non risulta dorata, anche sotto (controllate alzando leggermente con una paletta).

  11. Lasciate raffreddare completamente nella tortiera prima di sformare: la crostata calda si rompe facilmente, quella fredda si taglia benissimo.

Consiglio di Nonno Marco

Il segreto di una crostata che non si ammorbidisce mai nel centro è non esagerare con la marmellata e scegliere una marmellata densa, non il tipo di confettura molto liquida: se la vostra è troppo morbida, fatela asciugare un paio di minuti in un pentolino a fuoco basso prima di usarla, così in cottura non si spande e non bagna troppo la frolla sotto. E ricordatevi sempre che la frolla si lavora fredda: se durante la stesura si scalda e si ammorbidisce troppo, rimettetela 10 minuti in frigo prima di continuare.

Questa crostata si conserva benissimo a temperatura ambiente, coperta con una campana o un canovaccio, per 4-5 giorni: anzi, il giorno dopo la frolla si è "assestata" ed è ancora più buona. Non ha bisogno di frigorifero. È perfetta per la colazione, inzuppata nel latte o nel caffè, proprio come la mangiavo io da bambino.

Nonno Marco
Editor

Marco, 72 anni, cresciuto tra le cucine di famiglia dell'Emilia-Romagna e della Campania. Cucina da quando aveva otto anni, al fianco di sua madre e di sua nonna, e per quasi mezzo secolo ha preparato il pranzo della domenica per tre generazioni. Oggi condivide le ricette vere della tradizione italiana — quelle di casa, tramandate a voce, non quelle da rivista.